Segui @IlBorgodellaNat Il Borgo della Natura Erboristeria in Abbiategrasso: novembre 2012

venerdì 30 novembre 2012

RICETTA DEL BENESSERE: RISOTTO SPINACI E GAMBERI

RICETTA DEL BENESSERE: 
RISOTTO SPINACI E GAMBERI


 
Ingredienti
  • 300 gr di riso carnaroli
  • 600 gr di spinaci lessati
  • 2 scalogni
  • 1 litro di brodo vegetale
  • ½ bicchiere di vino bianco secco
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • sale e pepe q.b.
  • 600 gr di gamberetti
  • 30 gr di burro

Preparazione

 
  1. In un'ampia padella fate rosolare un trito finissimo di scalogno con l'olio, unite gli spinaci (lessati, ben strizzati e tagliati finemente) e cuoceteli a fiamma dolce bagnando se necessario con un mestolo di brodo caldo.
  2. Unite il riso, fatelo tostare per 2 minuti o fin quando si attaccherà alle pareti, bagnate con vino, lasciatelo evaporare poi aggiungete poco per volta il brodo caldo e terminate la cottura .
  3. Nel frattempo lessate per 5-6 minuti in abbondante acqua salata i gamberetti, scolateli e aggiungeteli al risotto insieme al sale e pepe 5 minuti prima della cottura.
  4. Quando il risotto sarà cotto toglietelo dal fuoco, mantecate con un po' di burro e una spolverata di prezzemolo lasciandolo riposare a tegame coperto per 2 minuti prima di servirlo. 

BUON APPETITO!

INGREDIENTI

  • 200 g di broccoli
  • 50 g di ceci già cotti
  • 2 pomodori pelati
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • timo
  • origano
  • salvia
  • 250 ml di brodo vegetale
  • sale
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 piccolo peperoncino
  • pepe
  • 140 g di pasta


Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/pasta-contadina#ixzz2Dgr8canm



Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/pasta-contadina#ixzz2Dgr8canm

  • 200 g di broccoli
  • 50 g di ceci già cotti
  • 2 pomodori pelati
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • timo
  • origano
  • salvia
  • 250 ml di brodo vegetale
  • sale
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 piccolo peperoncino
  • pepe
  • 140 g di pasta
  • 20 g di provola grattugiata grossolanamente


  • Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/pasta-contadina#ixzz2DgyWfyoE

  • 200 g di broccoli
  • 50 g di ceci già cotti
  • 2 pomodori pelati
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
  • timo
  • origano
  • salvia
  • 250 ml di brodo vegetale
  • sale
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 piccolo peperoncino
  • pepe
  • 140 g di pasta
  • 20 g di provola grattugiata grossolanamente


  • Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/pasta-contadina#ixzz2DgyWfyoE

    • Lavare e pulire i broccoli e staccare le cimette dal torsolo. Cuocerle per 10 minuti a vapore, oppure lessarle per 5 minuti in abbondante acqua salata e scolarle accuratamente per non romperle.
    • Se si utilizzano ceci in scatola o in vasetto sciacquarli brevemente sotto acqua corrente e metterli in un colino.
    • Scolare i pomodori dal loro liquido di governo e tagliarli a pezzettini.
    • Pelare lo scalogno e tritarlo grossolanamente. Farlo ben dorare in una padella con metà olio, quindi unire i ceci, una manciata di timo, una di origano e le foglie di salvia.
    • Mescolare bene, cuocere per un paio di minuti a fiamma vivace, quindi unire il pomodoro. Amalgamare, unire un mestolo di brodo, abbassare il fuoco e cuocere per 10 minuti, coperto, girando di tanto in tanto. Salare a fine cottura.
    • In una padellina far dorare l'aglio spellato ed il peperoncino spezzettato nel restante olio, quindi unire i broccoli.
    • Farli soffriggere a fiamma vivace per qualche minuto, unire una manciata di pepe e regolare di sale. Unire un paio di cucchiai di brodo, abbassare la fiamma e farli cuocere per 4-5 minuti.
    • Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungere mezzo mestolo di acqua di cottura nella padella dei broccoli, unire i ceci con tutto il loro fondo di cottura, quindi accendere il fuoco.
    • Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.
    • Servire immediatamente con provola grattugiata grossolanamente ed una macinata di pepe.

    PASTA DI ABBINAMENTO IDEALE

    Conchigliette, mezze penne, gramigna.


    Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/pasta-contadina#ixzz2Dh1cmIl1

    giovedì 29 novembre 2012

    IL BORGO DELLA NATURA & IL SUO OLFATTORIO DEL THE

    IL BORGO DELLA NATURA
     & 
    IL SUO OLFATTORIO DEL THE



    La cerimonia del tè, nella sua essenza, è l'espressione sintetica degli aspetti fondamentali della cultura giapponese. In quanto tale si è conservata nei secoli e nonostante l'inevitabile commercializzazione, avvenuta nell'immediato dopoguerra, è riuscita a preservare la sua simbologia al di là dell'innegabile aspetto folkloristico ad essa connesso.

    Cenni storici
     
    Il tè, bevanda meno arrogante del vino, non egocentrica quanto il caffè e non così innocua quanto il cacao, fa il suo ingresso in Europa attorno alla metà del 1600 ma era già conosciuto ed apprezzato nel mondo orientale almeno dall'VIII secolo.
    La pianta del tè è originaria della Cina meridionale ed era ben nota fin dall'antichità nella botanica e nella medicina. Si attribuivano infatti a questa pianta importanti proprietà terapeutiche quali quella di offrire sollievo alla fatica, allietare l'animo, rafforzare la volontà, e guarire problemi di vista. In ambiente religioso, dove trovò una duratura collocazione nei secoli, le foglie della sua pianta venivano considerate tra l'altro un ingrediente fondamentale di quell'elisir di lunga vita invano vagheggiato dai monaci taoisti. I monaci buddhisti inoltre attribuirono agli infusi preparati col le foglie di tè una ulteriore proprietà: quella di favorire la concentrazione.
    Di fatto proprio i monaci se ne servivano estensivamente durante le lunghe ore di meditazione per combattere la sonnolenza. L'uso del tè come bevanda era certamente assai diffuso in oriente. La ricetta originaria, primitiva e assai complessa, prevedeva una lista di ingredienti e una modalità di preparazione del tutto particolari. Secondo un'antica ricetta cinese le foglie di tè venivano cotte a vapore, pestate in un mortaio e poi di esse si faceva un panetto che veniva bollito con riso, zenzero, sale, buccia di arancia, spezie, latte e qualche volta si aggiungevano le cipolle. Il sale fu il primo ingrediente ad essere eliminato per sempre e la ricetta subì nel corso dei secoli modifiche e semplificazioni, ma è probabile che il Giappone abbia conosciuto il tè secondo una ricetta simile a questa.
    Il tè giunse in Giappone per la prima volta intorno al X secolo ma fu il XIII secolo a testimoniarne la diffusione a seguito dello sviluppo della dottrina Zen, una forma di buddhismo contemplativo mutuata dalla Cina. La tradizione attribuisce al monaco buddhista Eisai (1141-1215) il merito di aver introdotto il tè in Giappone. Si narra che Eisai avesse trascorso un certo periodo in Cina studiando lo Zen e che al suo ritorno in Giappone avesse portato con sé i semi di quella pianta magica e che avesse iniziato a coltivarla nel giardino del monastero. Al pari dei suoi antenati cinesi egli era convinto delle svariate proprietà officinali della pianta. Fu solo in un momento successivo però che il tè si diffuse come forma di intrattenimento, sia per gli ospiti del monastero che per gli stessi monaci. E in qualità di intrattenimento dunque il tè si trasformò presto in teismo, ovvero culto del tè, il Chanoyu (letteralmente "acqua per il tè"), e avvicinandosi sempre più all'arte cominciò a dissociarsi dall'ambiente esclusivamente monastico.
    La cerimonia del tè venne dunque a rappresentare il nesso tra la vita e l'arte, tra il sacro e il profano. Essa è essenzialmente "il culto fondato sull'adorazione del bello tra i fatti sordidi dell'esistenza; è l'adorazione dell'imperfetto, in quanto è un vago tentativo di realizzare qualcosa di possibile in questa cosa impossibile che è la vita". Le connessioni del tè con il buddhismo, soprattutto con lo Zen, sono molteplici e non è un caso che siano stati i monaci i primi ad interessarsi attivamente a questa bevanda. Il tè con il suo tipico gusto lievemente amarognolo che rasserena e chiarifica, ben si adattava allo spirito austero della vita monastica.
    Il Sado, la via del tè, nella sua sobrietà rappresentava quella costante ricerca della semplificazione che è tipica dello Zen e dallo Zen mutuava il suo peculiare senso estetico, propriamente quella sensuale consapevolezza del Vuoto espressa dal concetto di Wabi. Il Chanoyu si diffuse a partire dal XV secolo grazie ad altri monaci zen che lo adattarono ai gusti giapponesi e progressivamente fecero di esso una forma artistica e nel contempo furono iniziatori di varie scuole, alc
    une delle quali ancora oggi fiorenti.
    Il tè che si usa nella cerimonia non è il comune tè in foglie che si immerge in acqua calda. Si tratta di un tè dal caratteristico colore verde brillante, finemente polverizzato e disciolto in acqua calda con un frullino di bambù. Ne risulta una bevanda densa, leggermente spumosa, da un caratteristico sapore amarognolo assai diverso da quello del tè comune. Uno scrittore cinese lo ha infatti poeticamente definito "spuma di giada liquida".
    La cerimonia del tè si divide in tre momenti distinti:
    - Kaiseki un pasto leggero consumato prima del tè;
    - Koicha il tè denso;
    - Usucha il tè leggero.
    La cerimonia nella sua interezza richiede molte ore per cui, riservando la cerimonia completa alle occasioni speciali, generalmente ci si limita al solo momento dell'Usucha. Un elaborato codice di etichetta regola tutte le fasi della cerimonia a partire dal numero di giorni di anticipo con cui si estende un invito (generalmente non più di cinque), al rituale lavaggio delle mani prima di accedere alla sala del tè, al posto da occupare durante la cerimonia, sia per gli ospiti che per il padrone di casa, alla designazione dell'ospite d'onore, al modo di servire e di bere il tè. La rigida osservanza delle regole formali altro non è che un modo per assicurare che nulla di imprevisto turbi la decorosa serenità e armonia di spirito associata alla cerimonia stessa.
    L'Usucha e il Koicha rappresentano visivamente due momenti distinti della cerimonia e il rituale ad essi associato è infatti diverso. Il Koicha prevede l'uso di un'unica tazza da cui ogni ospite beve solo pochi sorsi. Il protocollo prevede che prima di portare la tazza alle labbra la si ammiri; dopo aver assaggiato il tè ci si complimenti per il sapore e poi si bevano ancora un paio di sorsi prima di passare la tazza all'ospite vicino avendo accuratamente asciugato con un tovagliolo la parte da cui sia ha bevuto. Finito il giro è possibile che l'ospite più importante chieda di ammirare nuovamente la tazza per apprezzarne la qualità. Nel caso dell'Usucha il protocollo è leggermente diverso. Ogni ospite infatti beve tutta la tazza di tè, poi con le dita asciuga il bordo e si asciuga le mani con un tovagliolo, e restituisce la tazza al padrone di casa che la lava con acqua calda e dopo averla asciugata la riempie di nuovo per servire un altro ospite. La tazza viene data all'ospite presentando la parte più bella. L'ospite a sua volta avrà cura di girarla in modo da non bere dalla parte migliore. Il tè, divenuto cerimonia, si accompagnò a nuove consapevolezze in campo artistico-architettonico e non mancò di influenzare, con il suo amore per la semplicità e la sobrietà, la vita di tutti i giorni.
    La popolarità della cerimonia nel XVII secolo fu responsabile del grande impulso dato allo sviluppo della ceramica, e in particolar modo a quella usata per i tè. Nacquero molte scuole, ognuna rispondente a dei precisi canoni estetici, ognuna riflettente la filosofia ed il gusto di un particolare Maestro. Le tazze Raku, originarie di Kyoto, furono quelle che incontrarono più successo tra gli intenditori. Esse sono piacevoli al tatto e ispirano serenità nella loro peculiare semplicità ed elegante sobrietà decorativa. Generalmente non sono perfettamente rotonde ma sono fatte in modo da essere tenute con entrambe le mani, come è consuetudine bevendo il tè. Il bordo superiore non è perfettamente liscio ma è ondulato, così da offrire una sensazione piacevole quando portato alle labbra. La base in genere non è invetriata, lasciando così vedere il tipo di argilla di cui è fatta la coppa. Non presentano un motivo decorativo preciso, ma la decorazione è creata dalla invetriata e dal gioco di colori naturali e di contorni.
    ZenIl buddhismo Zen non solo ha creato la cerimonia del tè conferendo ad essa spiritualità e profondità, ma ha permeato e spiritualizzato la stessa sala adibita al suo culto. La sala da tè può essere una unità separata dal resto della casa (sukiya) o far parte della casa stessa. Le dimensioni della classica sala da tè sono di quattro tatami e mezzo, con il mezzo tatami al centro. Al centro è posta la teiera mentre gli ospiti, non più di cinque per le piccole dimensioni della stanza, si dispongono sui rimanenti quattro tatami. La sala da tè, per dimensioni e semplicità, contrasta spesso con il resto della casa. In essa si vuole creare un'idea di raccoglimento e di semplicità. Si differenzia da un soggiorno perché è chiusa su tutti e quattro i lati, rappresentando uno spazio isolato e recluso molto suggestivo. La luce vi filtra poco e l'unico elemento decorativo è dato dal tokonoma (sorta di pannello decorativo verticale) che può ospitare un dipinto importante o una composizione floreale. La spoglia eleganza di questo locale, basata solo sulle gradazioni del buio, permette all'animo umano di liberarsi dai legami della vita mondana, librandosi verso più alti valori spirituali. La vera realtà della stanza è il vuoto che, in quanto tale, permette una infinità di interpretazioni e libertà di movimento, sia in senso spirituale che fisico. Solo nel vuoto infatti trovano espressione e realizzazione la vasta gamma di emozioni estetiche e solo attraverso il vuoto l'uomo riesce a superare i suoi limiti fisici e intellettuali, morali e spirituali.

    mercoledì 28 novembre 2012

    KOMBU: UN'ALGA CHE AIUTA IL TUO CORPO

     kombu: un'alga che aiuta il tuo corpo

    La Decottopia: un antico metodo di estrazione e mantenimento dei principi attivi di almeno dieci piante in forma liquida senza l’utilizzo di alcool, di zuccheri, e di conservanti.
     
    I decotti sono nati per
     curare la salute prima ancora della malattia. 
    Bilanciare ciò che manca. 
    Non sbilanciare ciò che è in armonia.



    Sono questi i tre cardini di un antico sapere nato secoli fa da una dinastia di erboristi che ha rielaborato e perfezionato un metodo presente nel ‘500 presso le minoranze protestanti delle Langhe piemontesi. Contro ogni apparenza fonetica “Decottopia” non si riferisce ai “decotti”, ma deriva la propria radice dal greco “deka” (dieci), per significare il “metodo delle dieci piante”.

    Infatti, mentre la fitoterapia tradizionale, per evitare possibili antagonismi, abitualmente non accosta più di tre o quattro piante, la Decottopia ne utilizza almeno dieci, con la totale e sempre documentata certezza che fra loro si sviluppino soltanto sinergie. Una volta selezionato il mix di dieci (o più) piante officinali si estraggono i principi attivi con procedimenti dolci, quali l’infusione, la macerazione e la decozione.

    L’estratto viene poi concentrato in forma liquida.
    Il risultato è un prodotto straordinariamente puro e totalmente naturale non solo nella formulazione, ma anche nei processi di lavorazione e di conservazione.
    Gli Estratti Tisanoreica, in gergo decotti, non sono medicinali con finalità terapeutica ma sono proposti per migliorare lo stato nutrizionale, ottimizzando la condizione di benessere generale e favorendole funzioni fisiologiche dell’organismo. Per questo sono ideali anche per chi non intende intraprendere un protocollo dietetico, ma soltanto sentirsi bene.
    Si bevono diluiti con acqua, aiutando così l’idratazione e la depurazione. Si possono miscelare fino a 4 diversi tipi di estratti  tra loro compatibili.
    Oltre a non contenere ne alcool, ne zuccheri, e ne conservanti, sono privi di glutine.


    Slim-kombu 
    Integratore alimentare senza alcool, senza zuccheri, senza conservanti, senza glutine.


                                             Le caratteristiche:
    http://gianlucamechspa.org/wp-content/uploads/2012/02/slimkombu_big.jpgL’azione delle alghe kombu con quella di altre 17 erbe, aiuta il tuo corpo a ritrovare e mantenere il migliore equilibrio lipidico, favorendo la riduzione degli inestetismi cutanei della cellulite. Ripristina un adeguato funzionamento del metabolismo basale, esplica azione diuretica e snellente. 

    Le piante:
    Kombu, Ananas, Damiana, Fucus, Tarassaco, Eleuterococco, Muira Puama, Rosmarino, Equiseto, Uva ursina, Guar, Betulla, Ononide, Crescione, Ginepro, Frassino, Cerfoglio, Ortica.

    Effetto fisiologico:
    Utile come drenante di sistema e allo stimolo del metabolismo.










    Per Info Contattaci:
    Il Borgo della Natura 
    Erboristeria in Abbiategrasso
    ilborgodellanatura@gmail.com
    Tel. 02.94969804



    Per l'acquisto di questo prodotto vai al nostro E- Shop:

    martedì 27 novembre 2012

    LO SCIAMANO CHE E' IN NOI



    LO SCIAMANO CHE E' IN NOI


    video

    In molte società sciamaniche, se ti rivolgi a un guaritore per problemi di depressione, scoraggiamento, o demotivazione, ti sentirai porre quattro domande:
    • Quando hai smesso di ballare?
    • Quando hai smesso di cantare?
    • Quando hai smesso di sentirti affascinato dalle storie del mondo?
    • Quando hai smesso di trovare conforto nella dimensione del dolce silenzio?
    Cerchiamo lo Sciamano che è dentro ognuno di noi e rispondiamo a queste semplici ma difficili domande!!!

    Luigi T.


    Il Borgo della Natura
    Erboristeria in Abbiategrasso
    C.so San Martino, 59
    Abbiategrasso (Mi) Italy
    02.94969804
    ilborgodellanatura@gmail.com
    www.ilborgodellanatura.com

    sabato 24 novembre 2012

    L'INFALLIBILE KARMA

    L'INFALLIBILE KARMA

    Poichè la legge del karma è inevitabile e infallibile, 
    ogni volta che danneggiamo gli altri 
    danneggiamo noi stessi, 
    e ogni volta che diamo felicità
     agli altri prepariamo la nostra felicità futura.
    Come dice il Dalai Lama:
    " se dominate le motivazioni egoistiche (l'ira e così via) 
    e sviluppate più gentilezza e compassione verso gli altri,
     ne ricaverete un maggior beneficio 
    che in qualunque altro modo.
     Per questo dico a volte che l'egoista saggio pratica così. 
    Gli egoisti stolti pensano sempre a se stessi 
    con risultati negativi.
     Gli egoisti saggi pensano agli altri, 
    e danno agli altri il massimo aiuto possibile 
    con il risultato che essi stessi ricevono benefici".


    Sogyal Rinpoche

    venerdì 23 novembre 2012

    DOLCI DI ZUCCA E CANNELLA

    DOLCI DI ZUCCA E CANNELLA


    Ingredienti
    • 200 ml di latte di riso tiepido
    • 40 grammi di burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti
    • 150 grammi di farina integrale
    • 450 grammi di farina
    • 25 grammi di lievito di birra fresco o secco
    • 1 cucchiaio di miele
    • 1 cucchiaino di sale
    • 100 grammi di purea di zucca
    • 1 pizzico di noce moscata
    Per la farcitura
    • 40 grammi di burro fuso
    • 1 pizzico di noce moscata
    • 60 grammi di zucchero di canna
    • 1 cucchiaio di cannella

    Preparazione

    1. Prepara l’impasto sciogliendo il lievito fresco nel latte tiepido col miele.
    2. A parte in una ciotola mescola insieme i due tipi di farina, la noce moscata e sale.
    3. Aggiungi la purea di zucca al latte, mescolando per amalgamare tutto.
    4. Unisci il burro a pezzettini e mescola per incorporare perfettamente il burro al composto che dovrà essere liscio e senza grumi.
    5. Aggiungi lentamente l’insieme di farine e comincia a impastare, eventualmente spostandoti su un piano di lavoro pulito.
    6. Procedi a maneggiare l’impasto per 8 minuti, o comunque fino a quando la pasta sarà liscia ed elastica.
    7. Poni il panetto ricavato in una ciotola coperta da pellicola per alimenti e lascia lievitare in luogo caldo per circa un’ora o due, fino a quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume.
    8. Stendi l’impasto in un rettangolo dello spessore di circa un cm e mezzo e procedi alla farcitura spennellandolo col burro fuso.
    9. Cospargi la superficie con lo zucchero di canna, aggiungi la cannella e poi la noce moscata.
    10. Arrotola la pasta partendo dal lato più lungo.
    11. Utilizzando un coltello affilato taglia il rotolo in 12 pezzi e disponili in una teglia da forno rivestita di carta forno.
    12. Copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare per 30 minuti.
    13. Nel frattempo accendi il forno a 180 gradi, che dovrà essere caldo quando infornerai i rotoli per una ventina di minuti, finchè li vedrai ben dorati.

    Buon appetito!

    giovedì 22 novembre 2012

    ALLERGIA "SILENZIOSA" MA MICIDIALE

    ALLERGIA "SILENZIOSA" MA MICIDIALE
    INTOLLERANZE ALIMENTARI


     

    Le intolleranze alimentari rappresentano un argomento sconosciuto a molti e, peggio ancora, estremamente sottovalutato. Eppure a soffrirne, il più delle volte inconsapevolmente, sono in molti: bambini e adulti, uomini e donne. Pur essendo difficile risalire a dati epidemiologici in grado di stabilirne con certezza la percentuale d’incidenza, stime indicative suggeriscono che ne soffre circa il 30-40 % della popolazione. Preoccupante è l’evidenza del diffuso aumento delle problematiche di salute legate ad allergie, ipersensibilità o intolleranze alimentari, testimonianze tangibili che il rapido dilagare dello stile di vita alimentare moderno, sempre più scarso di nutrienti, e più ricco invece di ingredienti raffinati, additivi ed inquinanti, non è idoneo alla “costruzione” e al mantenimento della salute degli individui. Le intolleranze alimentari sono la conseguenza, la cosiddetta punta dell’iceberg, di una mucosa intestinale che, per svariati motivi, che approfondiremo, ha perso la sua integrità. Volendo darne una definizione in poche parole diremo che: l’intolleranza alimentare è la conseguenza del passaggio attraverso la mucosa intestinale, troppo permeabile, di macromolecole di alimenti, non completamente digeriti, che a contatto con il sistema linfatico e sanguigno scatenano la risposta di alcuni elementi del sistema immunitario (IgA e IgG) che a loro volta producono una reazione infiammatoria generalizzata. Tale infiammazione coinvolge l’intero l’organismo e può portare a sintomi e ad alterazioni a carico di qualsiasi organo o tessuto. Tutto ha origine da quello che ingeriamo e dalla relazione che ciò instaura con la mucosa intestinale, interfaccia tra il mondo esterno e l’organismo, luogo fondamentale di discriminazione tra ciò che è funzionale alla nutrizione dell’individuo e quanto invece è opportuno eliminare.

    Le principali cause delle intolleranze alimentari
    • Alitosi: l’alitosi, soprattutto se persistente, è una problematica che coinvolge non solo il cavo orale, ma soprattutto, l’organismo nel suo insieme. Ciò che è invece ancora poco noto, è che all’origine della tossiemia (accumulo nel sangue di una grande quantità di tossine), che porta all’emissione di alito maleodorante, vi può essere un’intolleranza alimentare. Alimenti mal digeriti, attraversando la mucosa intestinale, divenuta ,nel tempo, troppo permeabile, entrano in circolo e inducono l’accumulo nel sangue di una elevatissima quantità di tossine. Il perdurare di tale situazione, nei soggetti predisposti, è causa di emissione di alito cattivo. La causa principale che è all’origine sia delle intolleranze alimentari, sia di questa “tossiemia maleodorante” è senza ombra di dubbio la disbiosi intestinale. Con ciò si intende il disequilibrio della microflora fisiologica che si viene a creare soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici, ma anche antiacidi, lassativi, ecc.) e ad abitudini alimentari errate (carboidrati raffinati, eccesso di proteine animali, cibi conservati, ricchi di coloranti, poveri di nutrienti, scarsità di fibre, ecc.). Disbiosi, fermentazioni e putrefazioni intestinali sono spesso collegate anche ad un’insufficiente attività di digestione gastrica. Non dimentichiamo infatti il ruolo fondamentale svolto dallo stomaco nel “preparare” il cibo ad essere adeguatamente demolito ed assimilato, nonché la funzione “sterilizzante” del succo gastrico nei riguardi dei microrganismi che inevitabilmente vengono introdotti con gli alimenti. Chi soffre di gastrite, difficoltà digestive, bruciori di stomaco, reflusso, ecc. è perciò più propenso a sviluppare disbiosi intestinale, tanto più se fa uso, quotidianamente o occasionalmente, di farmaci per tamponare o inibire l’acidità gastrica, disturbando i delicati meccanismi digestivi e di difesa che lo stomaco è, fisiologicamente, chiamato a svolgere per la tutela e l’efficienza non solo di tutto l’apparato digerente ma anche dell’intero organismo.
    •  Emicrania: Una strada da esplorare, per chi soffre di emicrania, è senz’altro la relazione tra mal di testa ed alimentazione. È a tutti noto che cefalee ed emicranie possono essere la diretta conseguenza di un’abbuffata alimentare; cibi grassi, fritti, alcool assunti in quantità eccessiva sovraccaricano i meccanismi digestivi e di smaltimento dell’organismo producendo, nei soggetti predisposti, intensi mal di testa nelle ore successive. È anche diffusa la conoscenza che alcuni alimenti sono particolarmente “scatenanti”, come cioccolato, vino rosso, caffè, ecc. Conoscere ed eliminare gli alimenti “a rischio” può però non portare ad alcun miglioramento; molto spesso infatti il nemico non è un cibo elaborato, pesante, poco digeribile….ma è nascosto negli alimenti di tutti giorni, anche in quelli ritenuti innocui e benefici, alimenti cui, inconsapevolmente, si è sviluppata un’intolleranza alimentare. Una mucosa intestinale integra svolge la sua funzione di filtro in maniera efficiente, cioè lascia “passare” solo i nutrienti. Diversamente, una mucosa “colabrodo” permetterà a macromolecole alimentari (frammenti di alimenti non ancora completamente digeriti, quindi non sfruttabili come nutrienti) di venire in contatto con il sistema linfatico e sanguigno innescando una reazione del sistema immunitario. L’aggressione da macromolecole alimentari non viene generalmente considerata come pericolo immediato da parte del sistema immunitario (come invece avviene per l’allergia), quindi la reazione è più lenta ed è inizialmente dose-dipendente, nel senso che per sensibilizzare i linfociti ad una risposta infiammatoria l’attacco deve essere massiccio e prolungato. Questo spiega il motivo per cui le intolleranze alimentari si sviluppano verso gli alimenti assunti più frequentemente.La cefalea da intolleranza alimentare è di solito caratterizzata da dolore pulsante, sintomo tipico di intensa vasodilatazione cerebrale. Generalmente l’area coinvolta è la zona degli zigomi e intorno agli occhi, anche se non sono escluse altre parti della testa. Il dolore può accompagnarsi a nausea, vomito e ipersensibilità alla luce ed ai rumori. Gli attacchi durano da poche ore fino a vari giorni e possono essere molto debilitanti, compromettendo seriamente le normali attività quotidiane. L’abuso di farmaci antinfiammatori utilizzati per alleviare la sintomatologia, non risolve la problematica, oltre a presentare numerosi e ben noti effetti collaterali.
    •   Gonfiore addominale:
      Che le si dia il nome di colite, di “intestino irritabile” o semplicemente di “pancia gonfia”, il problema è sempre lo stesso: spesso all’improvviso, anche dopo aver mangiato pochissimo (magari anche cibi “indiscutibilmente sani”), si avverte un fastidiosissimo e “apparentemente inspiegabile” gonfiore addominale. Non si tratta solamente di un disturbo estetico, per “la maglia che tira”, ma di un vero e proprio disagio, legato a gonfiore e tensione addominale costanti che ci “appesantiscono” la giornata e non ci danno tregua; spesso sono associati anche crampi addominali, stitichezza o diarrea, flatulenza, meteorismo, ecc. C’è chi dà tutta la colpa allo stress o al mangiare di fretta, un panino e via, magari in piedi, senza prendersi le dovute pause…sicuramente questi fattori sono anch’essi concausa del disturbo, ma c’è di più. Immediato è il legame con l’alimentazione, causa diretta, senza ombra di dubbio, di questo disturbo; ma se è “legittimo” sentirsi gonfi e pesanti dopo un’abbuffata, non sembra invece giustificato il gonfiore che insorge dopo un pasto a base di cibi considerati “sani”, facenti parte dell’alimentazione di tutti i giorni. Le ragioni di questa inspiegabile “intolleranza” ai cibi quotidiani è insita in uno stile di vita, soprattutto alimentare, che ci porta, un po’ alla volta, alla perdita dell’efficienza dei complessi meccanismi del nostro intestino.La condizione per cui si inneschi un’intolleranza alimentare è perciò la perdita di integrità della mucosa intestinale e il venir meno delle sue funzioni digestive e protettive. In questa situazione, oltre a crearsi un ambiente malsano, con produzione di grandi quantità di gas, accade che i cibi indigeriti, invece di essere eliminati come scorie con le feci, riescono a superare la barriera mucosa, perché non integra.È evidente che l’utilizzo di farmaci anti-meteorismo, né tantomeno l’impiego di “disinfettanti intestinali”, come proposto in genere dall’approccio convenzionale, non può rappresentare la soluzione reale della problematica.
    • L'herpes Labiale: L’herpes labiale recidivante molto spesso è riconducibile al disequilibrio immunitario e all’infiammazione cronica che si creano nell’organismo in presenza di intolleranze alimentari non diagnosticate e/o, soprattutto, non adeguatamente trattate. É noto che, una volta contratto, il virus dell’herpes rimane nell’organismo per sempre, in forma latente, “rifugiato” nei gangli dorsali del sistema nervoso. Il mantenimento del virus nello stato di latenza è fortemente influenzato dalle condizioni di equilibrio o di disequilibrio del sistema immunitario. In questa situazione, l’approccio nei confronti dell’herpes labiale recidivante  prevede perciò necessariamente il ripristino dell’integrità anatomica e microbica della barriera intestinale, condizione indispensabile per la costruzione di un terreno individuale in grado di contrastare efficacemente le recidive.
    • Prurito e dermatite: Ci sono casi in cui alcune infiammazioni della pelle (orticarie, dermatiti, eczemi, pruriti insopportabili, ecc.) non hanno apparentemente cause scatenanti e sembrano senza soluzione, nei bambini come negli adulti.Le infiammazioni della pelle possono avere origine non da un’allergia ma da un’intolleranza alimentare, sviluppata nel corso del tempo e ad un certo punto resasi visibile “a fior di pelle”.Le allergie alimentari si manifestano rapidamente e con sintomi normalmente acuti; inducono la produzione di immunoglobuline E, responsabili dei sintomi violenti e pressoché immediati che ne derivano. Le intolleranze sono anch’esse reazioni avverse a sostanze alimentari, riconosciute come estranee, ma il manifestarsi dei disturbi, anziché essere rapido, è “a scoppio ritardato”; questo perché tale aggressione non viene recepita come un pericolo immediato dal sistema immunitario che induce perciò un’infiammazione lenta e costante che l’organismo riesce a tollerare sino ad un certo limite, superato il quale il sintomo si manifesta. A causa di questo periodo di latenza, risulta difficile a molti accettare e comprendere come una problematica cutanea, comparsa “improvvisamente” ad un certo periodo della vita, possa essere legata ad un alimento assunto “da sempre e senza mai dare problemi”.  Un alimento può dare problemi di intolleranza se, giorno dopo giorno, supera la barriera mucosa intestinale senza essere stato adeguatamente demolito nei nutrienti di base (aminoacidi, monosaccaridi, ecc.); come tale, ossia sotto forma di macromolecole, dovrebbe percorrere il lume intestinale ed essere eliminato come scoria. La relazione pelle-intestino è nota da tempo, quanti di noi ad esempio si sono ritrovati con un’eruzione cutanea dopo l’assunzione di un antibiotico? Più che di un’ipersensibilità individuale verso i componenti del prodotto, si tratta in questi casi di un effetto legato al depauperamento della flora batterica intestinale. Oltre a tutto ciò non dimentichiamo che la cute è uno dei cinque organi emuntori del corpo (dal latino “emunctus” espellere) e come tale l’organismo può utilizzarla per liberarsi da ciò che lo sta intossicando: le manifestazioni cutanee possono essere in tal caso il risultato di tale sfogo. Altri due organi di fondamentale importanza per la detossificazione dell’organismo sono il fegato e i reni. In una condizione di sovraccarico organico di tossine, come in presenza di intolleranze alimentari, anche’essi, sottoposti ad uno stress da iperlavoro, si trovano in una situazione di disagio e non sono in grado di assolvere appieno i loro compiti. Molte tossine finiscono con il rimanere in circolo, appesantendo e destabilizzando ancora di più l’organismo e aggravando perciò l’entità e la frequenza delle manifestazioni cutanee, cronicizzandole. 

     GSE Intolerance è una linea di prodotti formulati per affrontare il problema delle intolleranze alimentari con il preciso obiettivo di contrastarne le cause ed ottenere, attraverso un programma completo, la soluzione definitiva.

     


    Si effettuano inoltre Test per Intolleranze Alimentari



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    martedì 20 novembre 2012

    IL SUONO, VIBRAZIONE PRIMORDIALE

    IL SUONO, VIBRAZIONE PRIMORDIALE


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    "In principio era il Verbo..."  il Vangelo di Giovanni inizia con queste parole e ci redarguisce sul fatto che nulla è al di fuori di esso e di Dio; questo concetto è ribadito nelle sacre scritture di ogni tradizione religiosa, sia occidentale sia orientale, sia esoterica sia exoterica... quindi facciamone tesoro e uniamoci alla vibrazione universale.

    TU CHE MAMMA SEI?

    TU CHE MAMMA SEI?

    Influenza e raffreddore nei bambini.
    Prevenire o agire al bisogno.

    Una mamma lo sa bene: quando arriva il primo freddo, influenza e raffreddore sono pronti ad aggredire il suo bambino.
    I bambini sono, infatti, la categoria più a rischio, a causa del loro sistema immunitario in formazione e della facilità con cui si trasmette la malattia (tosse, starnuti, contatto con superfici contaminate)! Ben il 27% circa dei bambini in età pediatrica è colpito da malanni da raffreddamento, con una ricorrenza di 9-10 episodi (si arriva anche a 12) nella stessa stagione. Ecco perchè ogni mamma vuole sapere qual è il modo migliore per difendere il suo bambino da influenza e raffreddore (o da altre affezioni virali).

    Ci sono mamme che "si prendono per tempo" e, desiderose di prevenire influenza e raffreddore nei loro bambini, si preoccupano di come poter rafforzare il loro sistema immunitario. Altre mamme invece, "si fanno trovare pronte" nel momento del bisgno, ovvero quando l'infezione è già in atto. Che tu sia la mamma "della prevenzione" o quella "dell'azione", il GSE (l'Estratto di semi di Pompelmo) in associazione ad altri rimedi specifici, è la soluzione naturale per prevenire o trattare efficacemente le affezioni virali stagionali.

    Influenza e raffreddore: perchè?
     
    Quante volte un genitore si chiede: "perchè mio figlio si ammala in continuazione ed atri, invece, hanno un solo raffreddore all'anno?". E perchè ci sono bambini in cui il decorseo della malattia dura diversi giorni ed altri che, in un giorno o due, stanno già bene? Spesso si da la colpa di tutto ciò alla conformazione fisicadel bambino o , genericamente, alla "sfortuna". La verità è che la diversa predisposizione di un bambino rispetto ad un altro verso le affezioni virali (stagionali e non solo) e la diversa capacità di contrastarle in modo efficace e veloce, dipendono principalmente dallo stato del suo sistema immunitario  dalla prontezza nel rispondere alle infezioni. Per una efficace risposta nei confronti delle aggressioni microbiche è fondamentale, infatti avere un sistema immunitario in equuilibrio.

    Fattori quali inquinanti, metalli pesanti, abuso di farmaci (in particolare antibiotici), vaccinazioni, stile di vita irregolare in primis alimentare, intossicano l'organismo e rendono il sistema immunitario debole ed in disequilibrio. Tutto ciò, infatti, determina l'alterazione della frora fisiologica benefica, favorendo la disbiosi intestinale, ovvero la crescita di microrganismi intestinali opportunistici e/o patogeni, che ostacolano il mantenimento dell'equilibrio immunitario.
    Minare quest'ultimo con uno stile alimentare scorretto è molto diffuso soprattutto nei bambini: il latte artificiale alla nascita, uno svezzamento troppo rapido e/o precoce, un eccesso di dolci, zuccheri , grassi saturi, latticini, proteine animali, cibi raffinati e conservanti, una dieta povera di vitamine, fibre, ecc.., impediscono, infatti, sin dalla prima infanzia, la costruzione di un adeguato ecosistema intestinale che rappresenta la prima barriera difensiva. Uno stile di vita sano ed un'alimentazione ricca di tutti quegli elementi fondamentali per l'equilibrio del sistema di difesa sono quindi, di fondamentale importanza nella prevenzione e nella lotta ad influenza e raffreddore (o altre affezioni virali).

     Prevenire efficacemente...

     E' importante, in primis, far condurre al proprio bambino uno stile di veita corretto con le giuste ore di sonno, pasti ad orari regolari, è importante, inotre, seguire semplici norme igieniche e comportamentali, come far lavare spesso le mani ai bambini , perchè una corretta igiene delle mani li preserva dai virus presenti sulle superfici che, entrando in contatto con le mani, possono essere trasportati anche a naso e bocca e facilitare il contagio. Da non sottovalutare l'importanza di incentivare il bambino a ridere di più e praticare sport e attività fisica. Lo sport, fin da piccoli, oltre a favorire la socializzazione, è ottimo per rafforzare il sistema immunitario e favorire il regolare funzionameno delle vie linfatiche. 

    Al fine di un efficace prevenzione, ad un corretto stile di vita, è necessario associare anche rimedi specifici che svolgano 3 azioni fondamentali
    1. Un'azione di pulizia "selettiva" (che non intacchi cioè la flora microbica fisiologica) dai microrganismi patogeni (sviluppatisi in conseguenza di abitudini errate), per favorire il ripristino della flora fisiologica mucosale, poichè l'eubiosi intestinale rappresenta la prima lineadi difesa all'attacco microbo esterno.
    2. Un'azione immunomodulante, per riportare in equilibrio il sistema immunitario, condizione indispensabile pre l'efficace prevenzione delle malattie.
    3. Un'azione antinfiammatoria volta a risolvere lo stato di infiammazione legato al disequilibrioimmunitario, al fine di rendere l'organismo del bambino più efficiente nella risposta alle aggressioni microbiche.    

     L'approccio naturale pre la prevenzione

    Per svolgerele tre funzioni fondamentali sopra descritte, alcuni rimedi vegetali si sono rivelati particolarmente efficaci.

     
     
    GSE: L'Estratto di semi di Pompelmo possiede un'efficacia antimicrobica ad ampio spettro. La sua utilità nella prevenzione delle affezioni virali stagionali è legaa sia alla sua dimostrata specificità d'azione nei confronti dei virus influenzali sia alla sua capacità di agire come "pulitore selettivo"; è infatti, efficace sui patogeni, ma non intacca la flora mnicrobica fisiologica. Il GSE, rispetto ai farmaci di sintesi, vanta l'assoluta mancanza di tossicità, per un utilizzo sicuro, ai dosaggi adeguati, anche nei bambini.

    Fitocomposto a base di basilico santo (80%) e salvia officinale (20%) titolato in acido rosmarinico 40% : agisce come immunomodulante; migliora l'efficienza del sistema immunitario rendendolo così in grado di proteggere con più prontezza l'organismo. Questo composto presenta molteplici proprietà utili in caso di influenza, una di queste è la spiccata azione antinfiammatoria, legata in particolar modo all'elevata titolazione in acido rosmarinico, senza effetti collaterali, inoltre ha proprietà antipiretiche e antidolorifiche.

    Ananas: spiccate attività antifiammatorie sulle mucose; ciò è dovuto all'elevato contenuto dell'enzima bromelina, che ostcola la produzione di sostanze ad attività infiammatoria. La bromelina trova impiego anche come mucolitico nel trattamento della bronchite e delle affezioni respiratorie in genere. 

    Uncaria: possiede una potente e riconosciuta efficaca immunomodulante grazie alla ricchezza del suo pool di principi attivi. Inoltre, vanta anche proprietà antivirali ed antinfiammatorie. E' perciò particolarmente indicata ne riequilibrio del sistema immunitario dei bambini, per l'efficace prevenzione delle malattie in genere e, nello specifico, delle affezioni virali.

    E quando è necessario risolvere....

    Per risolvere in maniera completa la problematica e donare sollievo ai sintimo delle affezioni virali stagionali, oltre ad agire sui virus, è necessario intervenire sui sintimi stessi, grazie ad una formulazione specifica che esplichi un'azione antinfiammatoria, antidolorifica ed antipiretica. Infine per evitare che il bambino colpito da infezione virale, è necessario disporre di un rimedio che funga da antibatterico ad ampio spettro esia selettivo verso la microflora fisiologica benefica.
    Per aiutare la guarigione dei propri bambini è importante, durante la fase acuta, evitare di sovraccaricare ulteriormente l'organismo e facilitare il compito del sistema immunitario seguendo uno stile di vita, soprattutto alimentare, che garantisca una rapida risposta da parte del sistema immunitario stesso (evitare latticini e carni di qualsiasi tipo). 


    L'approccio naturale per la risoluzione

    Nel caso di affezioni virali, in particolare raffreddore ed influenza, la natura ci offre rimedi eccezionali perchè efficaci e senza effetti collaterali.






    GSE Influbiotic Rapid Junior è un integratore alimentare a base di Estratto di semi di Pompelmo, Biosterine® (fotocomposto costituito da Basilico santo e Salvia officinale, titolato al 40% in Acido rosmarinico), Prunella, Echinacea e Sambuco. I componenti dell’Estratto di semi di Pompelmo possono contribuire all’equilibrio microbico dell’organismo. Gli estratti di Echinacea, Basilico santo, Salvia officinale e Sambuco sono coadiuvanti per la corretta funzionalità delle prime vie respiratorie. L’estratto di Prunella favorisce le naturali difese immunitarie. 










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